Tullio Vietri
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TULLIO VIETRI



1927, 23 gennaio
Tullio Vietri nasce ad Oderzo (Treviso)

1931
Il padre viene trasferito d'ufficio a Parma e trasloca con tutta la famiglia al seguito. Tullio Vietri comincia a disegnare e a dipingere ad acquerello.

1934
A seguito della promozione del padre e della nuova assegnazione operativa, la famiglia Vietri si trasferisce a Borgonovo Val Tidone (Piacenza).

1938
Ottenuto il trasferimento, motivato dalle esigenze di formazione scolastica dei figli, il padre e la famiglia Vietri, pongono residenza a Bologna, in Strada Maggiore. La famiglia entra in amicizia con due pittori bolognesi, prima con Pietro Pietra e poi con Otello Mombelli. Tullio Vietri inizia così a disegnare e dipingere regolarmente; intanto vede anche le prime opere di Giorgio Morandi.

1941
Al Ginnasio riceve in premio l'iscrizione al corso pomeridiano di "Plastica", presso l'Istituto Statale d'Arte sito in via Cartoleria a Bologna.

1943
Incontra e si fidanza con la studentessa Anna Maria Reggiani, figlia dell'architetto Francesco Reggiani (compagno di studi accademici e amico per tutta la vita di Giorgio Morandi). Nello stesso anno conosce e frequenta Nino Bertocchi e Alfredo Protti, artisti bolognesi. Il collezionista Giuseppe Guatteri acquista una decina di opere di Tullio Vietri dedicate alle "Egloghe di Primavera"; sono i primi lavori pittorici venduti.

1945
Incontra Augusto Maiani pittore e caricaturista, ne frequenta l'atelier per un quinquennio. Conclusi gli studi liceali segue corsi universitari di giurisprudenza (prof. Redenti), e quelli di economia politica (prof. Fortunati).

1946
Si impegna nello studio della letteratura, della storia delle religioni, della psicologia e della sociologia. In ambito artistico studia i disegni di Raffaello e Michelangelo.

1947
Si iscrive alla Scuola di Nudo diretta da Ilario Rossi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, frequentata fino all'anno accademico 1951/52; studia anatomia artistica, osteologia e miologia; Inizia una più approfondita indagine estetica di Leonardo, Michelangelo e Tiziano. Autonomamente studia Giotto, Giovanni Pisano, Ambrogio Lorenzetti e Masaccio; inoltre, analizza sistematicamente Cezanne, Picasso e De Chirico.

1948
Inizia Studia l'opera artistica dei pittori del rinascimento veneziano Carpaccio, Giovanni Bellini, Tintoretto. Partecipa alle discussioni sul Fronte Nuovo delle Arti, ma senza condividerne posizioni e contrapposizioni estetico-ideologiche.

1949
Sposa Anna Maria Reggiani. Partecipa sempre più attivamente alla vita artistica nazionale. Espone al "Premio Siena" di pittura. Incontra Carlo Corsi, artista bolognese.

1950
Nasce la figlia Silvia. Inizia lo studio della scomposizione geometrica dello spazio prospettico. Partecipa alla "III Mostra del Sindacato Regionale Pittori e Scultori" in Salone del Podestà a Bologna.

1951
Riceve i primi inviti in mostre nazionali: "Premio Terni" al Palazzo della Camera di Commercio di Terni; "Premio Vado Ligure" (presentando l'opera "Il Lavoro") al Palazzo Comunale di Vado Ligure (Savona). Partecipa alla mostra delle opere donate per finanziare gli alluvionati del Polesine, presso il "Circolo Artistico" di Bologna. Alcuni suoi dipinti entrano in collezioni d'arte bolognesi, tra cui quella di Ezio Piacentini. Nascono le prime opere in bianco e nero dedicate alle periferie industriali. Tullio Vietri riceve la richiesta dell'Archivio Storico d'Arte Contemporanea (A.S.A.C.) della Biennale di Venezia firmata da Umbro Apollonio di dati informativi relativi alla sua attività artistica.

1952
Viene presentato da Ilario Rossi a Giorgio Morandi. Partecipa alla "Mostra Nazionale dell'Accademia di Belle Arti" a Napoli; al "Premio di Pittura San Martino" con l'opera "Vestire gli ignudi" a Noceto (Parma)".

1953
Tullio Vietri diventa socio di due associazioni di politica e cultura bolognesi: "La Consulta" e il "Circolo di Cultura". Visita la mostra di Picasso allestita a Milano in Palazzo Reale.

1954
Incontra Francesco Arcangeli e Giorgio Bassani in riunioni organizzate da "La Consulta".

1955
Visita la mostra di Van Gogh allestita a Milano in Palazzo Reale. Riceve la richiesta dell'Esposizione Nazionale Quadriennale Arte di Roma di dati informativi relativi alla sua attività artistica.

1956
Partecipa alla II Mostra d'Arte Contemporanea allestita nel Salone del Podestà a Bologna; in catalogo l'opera "Periferia".

1955/'57
Studia l'opera artistica di Velazquez, El Greco, Dürer, Hals, Rembrandt; indaga Goya, Daumier e Grosz, approfondisce Picasso e Giacometti.

1957
Partecipa al "III Premio di Pittura Amedeo Modigliani" di Livorno.

1957/'59
Dibatte al "Circolo di Cultura" con Aldo Borgonzoni, Gabriele e Gianni Celati, Emilio Contini, su problemi di rinnovamento dell'arte .

1958
Interviene con un articolo al dibattito estetico "Arte astratta e arte figurativa" su invito de "La Squilla" di Bologna.

1959
Socio della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori" dal 1949, è nominato Segretario Provinciale della sezione bolognese. E' invitato alla "Mostra Nazionale del Disegno" a Firenze e al "X Premio Città di Pontedera", a Pontedera (Pisa). I "Musei Reali di Belle Arti del Belgio" di Bruxelles accettano l'opera "Barche" (disegno a cera).

1960
Viene invitato da Giovanni Colacicchi alla "XI Mostra Nazionale Premio del Fiorino" a Firenze; partecipa alla I Mostra d'Arte "Il Martirio di Marzabotto" in Palazzo Comunale a Marzabotto (Bologna). Organizza al "Circolo di Cultura" di Bologna un dibattito sull'arte contemporanea invitando Antonello Trombadori, Francesco Arcangeli e Stefano Bottari. Incontra Mario De Micheli, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Raffaele De Grada, Armando Pizzinato, Emilio Vedova e Primo Conti. Invitato dal "Circolo di Cultura" di Bologna Tullio Vietri realizza la sua prima mostra personale esponendo 28 opere pittoriche (visitano l'esposizione anche i pittori Giorgio Morandi, Tono Zancanaro e Carlo Corsi).

1961
Viene nominato Segretario Regionale per l'Emilia della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori". E' invitato alla "XII Mostra Nazionale Premio del Fiorino" a Firenze, alla "I Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea" a Marsala (Trapani), al "Premio Marzabotto della Resistenza" a Marzabotto (Bologna); premiato al "XIV Premio Suzzara" a Suzzara (Mantova).

1964
Mostra personale alla Galleria "De Foscherari" di Bologna. Vincitore ex aequo (con Plattner, Rognoni e Saroni) alla mostra nazionale "L'Arte contro la Mafia", Palermo.

1965
Partecipazione alla "IX Quadriennale d'Arte di Roma. Nella edizione de "La Divina Commedia", pubblicata in occasione del VII centenario della nascita di Dante Alighieri da Aldo Martello Editore Milano, Tullio Vietri (con De Chirico e Carrà, tra i 50 artisti invitati) presenta l'illustrazione "Gli accidiosi" (tratta dal XVIII Canto del Purgatorio; pastello su carta).

1966
Partecipa alla mostra "Pittura Italiana dal Futurismo ad oggi" al Museo d'Arte Moderna di Parigi. Incontra Istvan Solymar, vice-direttore del Museo d'Arte Moderna di Budapest (che elabora un saggio sulla pittura di Tullio Vietri).

1968
Promuove con Concetto Pozzati, Vasco Bendini, Pietro Bonfiglioli, Gianni Scalia, la contestazione della "Mostra della Pittura Bolognese del Novecento" promossa dal Comune di Bologna. Viene eletto Segretario Nazionale della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori" (con Ernesto Treccani, Gastone Breddo, Enzo Brunori, Ennio Calabria). Viene invitato dal Comune di Venezia a relazionare al convegno "Per una nuova Biennale. Contestazioni e proposte".

1969
Convoca, con Concetto Pozzati, Vasco Bendini, Vittorio Mascalchi, l'assemblea degli intellettuali bolognesi in Palazzo Montanari a Bologna per la contestazione delle istituzioni culturali.

1970
Mostra personale (con 29 opere pittoriche) per celebrare il 1° Maggio, invitato dalla Camera del Lavoro di Carpi presso la Galleria d'Arte Moderna del Teatro di Carpi (Modena).

1973
Tullio Vietri si dimette da Segretario Nazionale della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori".

1975
Partecipa alla mostra "Interpretazioni figurali del Vangelo" organizzata dall'Assessorato alla Cultura, allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma, invitato (con 40 artisti tra cui Cagli, Guttuso, Manzù, Saetti, Sassu, ecc.) da Fortunato Bellonzi a nome della Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma e del Comitato Culturale dell'Anno Santo. L'opera "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato" (pastello su carta) è stampata nel catalogo curato da Fortunato Bellonzi e pubblicato da De Luca Editore, Roma.

1976
Relazione al convegno per il rinnovamento della "Mostra Nazionale di Suzzara" a Suzzara (Mantova). Fonda la "Cooperativa Operatori Arti Visive" con sede a Bologna.

1978
Relazione ai convegni "Produzione e Lavoro nel campo delle Arti Visive" il 7-8 ottobre, presso il Palazzo della Provincia a La Spezia, e "Il Sindacato degli Artisti" il 14-15 ottobre, presso il Palazzo della C.G.I.L. Prato (Firenze).

1980/89
Tullio Vietri dopo gli anni dell'attivismo e dell'impegno vive le condizioni della marginalità: si esclude ed è escluso dal panorama artistico nazionale e dalle rassegne espositive nazionali; tuttavia prosegue instancabilmente a operare in ambito artistico e giornalistico nella dimora, studio, ufficio e biblioteca di via Saragozza a Bologna.

1980
Partecipa alla "Mostra Internazionale Intergrafik" di Berlino; in catalogo è pubblicata l'opera "Italiani".

1982
Organizza la Mostra Nazionale "Cooperazione e Società in crisi" su invito della Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori, allestita presso la Rocca Paolina a Perugia.

1983
Tiene una mostra personale (esponendo 59 opere pittoriche) nel Salone delle esposizioni della Fiat in via Mazzini a Bologna.

1988
Fonda e dirige la rivista semestrale "Critica Radicale, per una nuova cultura, per una nuova arte" (che annovera tra i principali collaboratori Vittoria Corti di Firenze, Lucio Zinna di Palermo, Aleramo Hermet di Milano e Paola Ratticogni di Milano).

1989
Per il bicentenario della Rivoluzione francese i pittori del Circolo Antonio Gramsci di Reggio Emilia, invitano Tullio Vietri a relazionare su: "1789: l'arte è stata rivoluzionaria nelle forme e nei contenuti, o soltanto celebrativa e funzionale ad un grande evento storico?"

1990/97
Tullio Vietri continua ad escludersi e ad essere escluso dal panorama artistico e dalle rassegne espositive nazionali; tuttavia prosegue instancabilmente ad operare in ambito artistico (testimoniando pittoricamente quelle che definisce "cronache italiane"), e giornalistico nella dimora, ufficio e biblioteca di via Saragozza a Bologna (attendendo all'edizione di "Critica Radicale").

1994
L'opera di Tullio Vietri "Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?" già presente nel 1975 al Palazzo delle Esposizioni di Roma nella mostra curata da Fortunato Bellonzi, organizzata dall'Assessorato alla Cultura di Roma e pubblicata nel catalogo della De Luca Editore è acquisita dalla Collezione d'Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani di Roma.

1995
E' invitato dalla Pinacoteca Alberto Martini di Oderzo (Treviso) alla mostra collettiva "I Pittori Opitergini della Pinacoteca" dove espone 14 disegni (donandone poi 20 all'istituzione museale stessa).

1997
La Pinacoteca Alberto Martini e il Comune di Oderzo organizzano la mostra antologica "Tullio Vietri, cronache italiane dal 1957 al 1997" dove sono esposte un centinaio di opere pittoriche; l'artista dona poi 143 opere al Comune che si impegna a costituisce il Museo Vietri e gli conferisce la cittadinanza onoraria.

1997
Dopo la mostra collettiva "I pittori opitergini della Pinacoteca" (estate 1995), si costituisce ed inaugura la "Galleria della Pittura Moderna e Contemporanea Opitergina" presso la Pinacoteca Alberto Martini in Palazzo Foscolo di Oderzo (TV) che espone anche opere grafiche e pittoriche di Tullio Vietri. La Pinacoteca Alberto Martini e il Comune di Oderzo organizzano la mostra antologica "Tullio Vietri, cronache italiane dal 1957 al 1997" dove sono esposte un centinaio di opere pittoriche; allestimento e catalogo sono curati da Roberto Costella. L'artista dona 143 opere al Comune opitergino che si impegna a costituire il Museo Vietri e gli conferisce la cittadinanza onoraria. "Critica Radicale", n.2 anno IX, pubblica l'articolo di Fulvio Villari "Mostra antologica dedicata a Tullio Vietri e istituzione del Museo Tullio Vietri nella sua città natale".

2002
Si inaugura il "Museo Tullio Vietri" presso la Biblioteca Civica di Oderzo (TV) che ospita le opere donate dall'artista al Comune opitergino (complessivamente163 dipinti, includendo anche quelli del 1995). L'allestimento, sviluppato su tre piani espositivi, è curato da Roberto Costella. Contemporaneamente viene presentata la monografia "Tullio Vietri. Opere 1960-1980 / 1980-1990 / 1990-1997" (in 3 volumi di 150-120-180 pagg.) di Roberto Costella, edizioni Centrostampa, Oderzo (TV) 2001. Arturo Benvenuti ne "Il Dialogo" di Oderzo e Angelo Bertani ne "Il Momento" di Pordenone pubblicano un esteso resoconto dell'avvenimento.

2003
Partecipazione alla XII rassegna di arte contemporanea friulana "Hicetnunc" con la mostra personale "Tullio Vietri. Biblia Pauperum" allestita nel Salone abbaziale di Santa Maria in Silvis di Sesto al Reghena (PN), curata e presentata da Roberto Costella. Sono esposte circa sessanta opere, in gran parte realizzate per l'occasione. Tullio Vietri è presente e protagonista durante l'evento "Incontro con l'autore" rispondendo al pubblico sulla mostra e sulla sua pittura.

2007
Nella circostanza del compimento dell'ottantesimo anno dell'artista, viene organizzata la personale "Tullio Vietri. Ut Pictura Poesis" nella Sala mostre dell'Antoniano di Bologna, curata e presentata dallo stesso autore e da Roberto Costella. Sono esposte 43 opere pittoriche eseguite nell'ultimo decennio.

2010
Gian Mario Villalta, contattato da Roberto Costella e Gianni Pignat, scrive il testo critico "Quel che resta del corpo" riferito alle Piazze d'Italia disegnate dall'artista. Pubblicazione di "E adesso dove, spogliato delle ombre, dove?" con quattro disegni di Tullio Vietri e una poesia di Gian Mario Villalta, curata da Roberto Costella e Gianni Pignat, edizioni Liberinto di Pordenone.

2012
Alla Biblioteca Civica di Pordenone, in occasione del festival letterario "Pordenone.legge", viene presentata la mostra personale "Sono, persone e non cose", con l'esposizione di cinquanta opere accompagnate dall'interpretazione di venti poeti italiani scelti da Gian Mario Villalta. L'evento è curato da Ofelia Tassan Caser, Gianni Pignat e Roberto Costella. A mostra conclusa, le opere vengono donate alla biblioteca Civica di Pordenone.

2014
La biblioteca Statale Isontina di Gorizia ripropone la personale pordenonese "Sono, persone e non cose" , cinquanta opere interpretate da venti poeti. Intervento di Marco Menato e presentazione di Roberto Costella.

2016, 23 aprile
Tullio Vietri si spegne nella sua casa in Bologna.

2017
Viene pubblicato il testamento di Tullio Vietri che dispone un legato a favore del Comune di Oderzo, avente per oggetto la sua vastissima produzione pittorica e grafica, i libri della sua biblioteca, l'archivio personale e quello di "Critica Radicale". Accettato il legato, Il Comune di Oderzo affida la catalogazione delle circa 3500 opere al prof. Roberto Costella, già Direttore della Pinacoteca Alberto Martini di Oderzo e curatore, tra l'altro, della mostra antologica del 1997 "Tullio Vietri: cronache italiane 1957-1997" e del catalogo in tre tomi dedicato all'opera di Vietri edito nel 2001.

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