Tullio Vietri
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TULLIO VIETRI



1927, 23 gennaio
Tullio Vietri nasce ad Oderzo (Treviso) figlio di Gerardo Vietri e Anna Filomena Giso.

1938
Dopo alcuni anni a Parma e Piacenza, la carriera del padre porta la famiglia a Bologna dove prenderanno casa in Strada Maggiore. Si crea un rapporto di amicizia con due pittori bolognesi, Pietro Pietra e Otello Mombelli. Tullio, che già dalla prima infanzia disegnava e dipingeva ad acquarello, inizia così ad apprendere e a esercitarsi regolarmente; vede anche le prime opere di Giorgio Morandi.

1941
Al Ginnasio riceve in premio l'iscrizione al corso pomeridiano di "Plastica", presso l'Istituto Statale d'Arte.

1943
Si fidanza con la studentessa Anna Maria Reggiani, figlia dell'architetto Francesco Reggiani (compagno di studi accademici e amico per tutta la vita di Giorgio Morandi). Nello stesso anno conosce e frequenta Nino Bertocchi e Alfredo Protti, artisti bolognesi. Il collezionista Giuseppe Guatteri gli acquista una decina di opere dedicate alle "Egloghe di Primavera"; sono i primi lavori pittorici venduti.

1945
Incontra Augusto Maiani pittore e caricaturista, ne frequenta l'atelier per un quinquennio. La produzione pittorica si intensifica e accompagna tutto il periodo degli gli studi superiori, universitari e accademici.

1946
In ambito artistico studia i disegni di Raffaello e Michelangelo. In parallelo si dedica a studi di letteratura (Leopardi, in particolare) di storia e storia delle religioni, avviando un percorso che negli anni lo porterà verso psicologia e sociologia, e più tardi verso filosofia, estetica, linguistica.

1947
Si iscrive alla Scuola di Nudo diretta da Ilario Rossi dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, frequentata fino all'anno accademico 1951/52; studia anatomia artistica, osteologia e miologia; Inizia una più approfondita indagine estetica di Leonardo, Michelangelo e Tiziano. Autonomamente studia Giotto, Giovanni Pisano, Ambrogio Lorenzetti e Masaccio; inoltre, analizza sistematicamente Cezanne, Picasso e De Chirico.

1948
Studia l'opera artistica dei pittori del rinascimento veneziano Carpaccio, Giovanni Bellini, Tintoretto. Partecipa alle discussioni sul Fronte Nuovo delle Arti, ma senza condividerne posizioni e contrapposizioni estetico-ideologiche.

1949
Entrato nel Tribunale di Bologna come cancelliere, sposa Anna Maria Reggiani. Partecipa sempre più attivamente alla vita artistica nazionale. Espone al "Premio Siena" di pittura. Incontra Carlo Corsi, noto artista bolognese.

1950
Nasce la figlia Silvia. Inizia lo studio della scomposizione geometrica dello spazio prospettico. Partecipa alla "III Mostra del Sindacato Regionale Pittori e Scultori" nel Salone del Podestà a Bologna.

1951
Riceve i primi inviti a mostre nazionali: "Premio Terni" al Palazzo della Camera di Commercio di Terni, cui parteciperà anche nel ’54 e nel ‘56; "Premio Vado Ligure" (presentando l'opera "Il Lavoro") al Palazzo Comunale di Vado Ligure (Savona). Partecipa alla mostra delle opere donate per finanziare gli alluvionati del Polesine, presso il "Circolo Artistico" di Bologna. Alcuni suoi dipinti entrano in collezioni d'arte bolognesi, tra cui quella di Ezio Piacentini. Nascono le prime opere in bianco e nero dedicate alle periferie industriali. Tullio Vietri riceve la richiesta dell'Archivio Storico d'Arte Contemporanea (A.S.A.C.) della Biennale di Venezia firmata da Umbro Apollonio di dati informativi relativi alla sua attività artistica.

1952
Viene presentato da Ilario Rossi a Giorgio Morandi. Partecipa alla "Mostra Nazionale dell'Accademia di Belle Arti" a Napoli; al "Premio di Pittura San Martino" con l'opera "Vestire gli ignudi" a Noceto (Parma)".

1953
Tullio Vietri diventa socio di due associazioni di politica e cultura bolognesi: "La Consulta" e il "Circolo di Cultura". Visita la mostra di Picasso allestita a Milano in Palazzo Reale.

1954
Partecipa a “Selezioni di pittori bolognesi” alla Galleria del Circolo di Cultura a Bologna. Incontra Francesco Arcangeli e Giorgio Bassani in riunioni organizzate da "La Consulta".

1955
Visita la mostra di Van Gogh allestita a Milano in Palazzo Reale. Riceve la richiesta dall' Esposizione Nazionale Quadriennale Arte di Roma di dati informativi relativi alla sua attività artistica.

1956
Partecipa alla II Mostra d'Arte Contemporanea allestita nel Salone del Podestà a Bologna; in catalogo l'opera "Periferia".

1955/'57
Studia l'opera artistica di Velazquez, El Greco, Durer, Hals, Rembrandt; indaga Goya, Daumier e Grosz, approfondisce Picasso e Giacometti. Dibatte al "Circolo di Cultura" con Aldo Borgonzoni, Gabriele e Gianni Celati, Emilio Contini su problemi di rinnovamento dell'arte

1957
Partecipa al "III Premio di Pittura Amedeo Modigliani" di Livorno.

1958
Interviene con un articolo nel dibattito estetico "Arte astratta e arte figurativa" su invito de "La Squilla" di Bologna. E’ il suo manifesto etico-estetico, cui resterà sempre fedele.

1959
Socio della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori" dal 1949, è nominato Segretario Provinciale della sezione bolognese. Per diversi anni contribuisce a organizzare a Bologna le “Mostre d’ Autunno” regionali a Palazzo Re Enzo e le “Mostre di Arte Contemporanea” interregionali al Museo Civico. E' invitato alla "Mostra Nazionale del Disegno" a Firenze e al "X Premio Città di Pontedera", a Pontedera (Pisa). I "Musei Reali di Belle Arti del Belgio" di Bruxelles acquisiscono l'opera "Barche" (disegno a cera).

1960
  Organizza al "Circolo di Cultura" di Bologna un dibattito sull'arte contemporanea invitando Antonello Trombadori, Francesco Arcangeli e Stefano Bottari. Incontra Mario De Micheli, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Raffaele De Grada, Armando Pizzinato, Emilio Vedova e Primo Conti. Entra a far parte della Commissione per la Tutela delle Bellezze Naturali presso la Soprintendenza ai Monumenti di Bologna incaricato dal Ministero della Pubblica Istruzione e nello stesso anno fonda con Aldo Borgonzoni, Dino Boschi, Emilio Contini e Vittorio Landi l’Officina-Galleria Bianco e Nero, uno spazio espositivo per riaffermare l’importanza del disegno nell’arte moderna. Viene invitato da Giovanni Colacicchi alla "XI Mostra Nazionale Premio del Fiorino" a Firenze; partecipa alla “I Mostra d'Arte: Il Martirio di Marzabotto" in Palazzo Comunale a Marzabotto (Bologna) e al "XIII Premio Suzzara" collettiva a Suzzara (Mantova); è invitato a “Pittura italiana” rassegna internazionale a Los Angeles (USA). Invitato dal "Circolo di Cultura" di Bologna Tullio Vietri espone nella sua prima mostra personale 28 opere pittoriche; la mostra è presentata da Aligi Sassu e visitata, tra gli altri, da Giorgio Morandi, Carlo Corsi, Tono Zancanaro.

1961
Viene nominato Segretario Regionale per l'Emilia della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori". Partecipa all’inchiesta Censura e spettacolo in Italia, promossa e pubblicata dalla rivista «Il Ponte», insieme a intellettuali come Nicola Abbagnano, Enzo Biagi, Dino Buzzati, Italo Calvino, Pietro Germi, Massimo Mila, Pier Paolo Pasolini, Mario Praz, Carlo L. Ragghianti, Natalino Sapegno, Roberto Tassi, Antonello Trombadori, Giuliano Vassalli e Bruno Zevi. E' invitato alla "XII Mostra Nazionale Premio del Fiorino" a Firenze, alla "I Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea" a Marsala (Trapani), al "Premio Marzabotto della Resistenza" a Marzabotto (Bologna); premiato al "XIV Premio Suzzara" a Suzzara (Mantova). E’ invitato a “Il disegno italiano” collettiva itinerante Berlino - Bucarest.

1962
"Premio Città di Fiesole" collettiva a Fiesole, Firenze; “Omaggio a Dante degli artisti italiani d’oggi”, collettiva itinerante in Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Germania e Polonia; "XV Premio Suzzara" collettiva a Suzzara (Mantova); mostra personale alla Galleria Ghelfi a Verona; mostra personale alla Galleria Verritrè a Milano.

1963
“XVI Premio Suzzara" collettiva a Suzzara (Mantova); mostra personale alla Galleria La Cassapanca a Roma

1964
"Premio della Pubblica Istruzione per la Giovane Pittura Italiana" collettiva a Roma (vincitore ex aequo). “L’arte contro la mafia” collettiva a Palermo (vincitore ex equo, la sua opera “Bloccata l’Antimafia” diventerà l’immagine di copertina della pubblicazione “Antologia della Mafia” di Nando Russo, il Punto Edizioni, Palermo 1964); mostra personale alla Galleria "De Foscherari" a Bologna.

1965
Partecipa alla "IX Quadriennale d'Arte di Roma, edizione ’65-’66, alla collettiva "L'uomo, il lavoro e la città " promossa a Roma dalle ACLI, al “XVII Premio Suzzara” a Suzzara (Mantova), alla mostra nazionale “Il soldato Italiano” a Palazzo Barberini a Roma, al “Premio Nazionale di Pittura XX Resistenza” ad Agliana (Pistoia); è presente con una mostra personale alla Galleria Cavalletto a Brescia. Concorre (con De Chirico, Carrà e altri 50 tra i maggiori artisti italiani) all’illustrazione della “Commedia” edita da Aldo Martello Editore, Milano 1965 nell’ambito delle celebrazioni ufficiali per il settimo centenario della nascita di Dante: il suo disegno a cera illustra gli accidiosi del XVIII Canto del Purgatorio.

1966
Partecipa alla mostra "Pittura Italiana dal Futurismo ad oggi" al Museo d'Arte Moderna di Parigi. Incontra Istvan Solymar, vice-direttore del Museo d'Arte Moderna di Budapest (che elabora un saggio sulla pittura di Tullio Vietri).

1967
 "La Chiesa e la Pace secondo lo spirito del Concilio Vaticano II" collettiva a Viterbo. Mostra personale alla Galleria Acquasola a Genova.

1968
Promuove con Concetto Pozzati, Vasco Bendini, Pietro Bonfiglioli, Gianni Scalia la contestazione della "Mostra della Pittura Bolognese del Novecento" voluta dal Comune di Bologna. Viene eletto Segretario Nazionale della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori" (con Ernesto Treccani, Gastone Breddo, Enzo Brunori, Ennio Calabria). Viene invitato dal Comune di Venezia a relazionare al convegno tenutosi a ca’ Giustinian "Per una nuova Biennale. Contestazioni e proposte" insieme a Ugo Pirro, Luigi Nono, Luigi Pestalozza, Alberto Gianquinto, Vittorio Basaglia, Vincenzo Eulisse, Ennio Calabria, Girolamo Federici, Giorgio Trentin, Duilio Morosini, Bruno Schacherl, Dario Micacchi. Espone in mostre personali alla Galleria Spezia66 a La Spezia, alla Galleria Il Brandale a Savona, alla Galleria La Sfera a Palermo alla Galleria Il Centro a Iesi (Ancona).

1969
Con Concetto Pozzati, Vasco Bendini, Vittorio Mascalchi e altri convoca l'assemblea degli intellettuali bolognesi in Palazzo Montanari a Bologna per la contestazione delle istituzioni culturali e organizza al Museo Civico la prima “Mostra Internazionale della Contestazione” aperta alla libera partecipazione di artisti di tutta Europa e degli Stati Uniti d’America.Inizia a collaborare con saggi su problemi dell’arte a riviste quali “Questioni d’Arte” di la Spezia, “Arte e Società” di Roma, il “Laboratorio” di Bologna (tra i collaboratori Giorgio di Genova e Raffaele de Grada).

1970
Espone in una mostra personale (con 29 opere pittoriche) per celebrare il 1° Maggio, invitato dalla Camera del Lavoro di Carpi presso la Galleria d'Arte Moderna del Teatro di Carpi (Modena).

1971
 Sempre con Concetto Pozzati, Vasco Bendini, Vittorio Mascalchi e altri organizza la seconda “Mostra Internazionale della contestazione”, mostra di diapositive di opere d’arte (a sottolineare il rifiuto della mercificazione dell’arte) nel cui ambito intervengono illustri personalità come Cesare Musatti, Fortunato Bellonzi, Luigi Rosiello, Glauco Carloni, Gianni Celati, tenendo conferenze sui problemi della psicologia dell’arte, della sociologia dell’arte, della linguistica, della storia dell’arte e della letteratura Viene invitato a rappresentare l’Italia alla "Mostra Internazionale per la libertà di Angela Davis" a Los Angeles (USA). Su invito della casa editrice Il Foglio di Macerata pubblica una monografia di 16 opere grafiche dedicate a “Le Piazze d’Italia.

1972
Partecipa a due importati collettive internazionali: al "Manifesto Internazionale dell'Arte per la Difesa Legale dei Prigionieri Politici" a Los Angeles (USA) e, invitato da Edith Russel, alla "Mostra d'Arte per il centenario della nascita di Bertrand Russel" collettiva a Nottingham (GB).

1973
  Si dimette da Segretario Nazionale della "Federazione Nazionale Artisti Pittori e Scultori.E’ invitato alla "Mostra Internazionale dell'Arte" a cura del Manifesto Internazionale dell'Arte, collettiva a Berkeley (USA).

1974
Lascia il Tribunale grazie alla legge sullo sfollamento delle carriere direttive dello Stato.

1975
 Partecipa alla mostra "Interpretazioni figurali del Vangelo" organizzata dall'Assessorato alla Cultura, allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma, invitato (con 40 artisti tra cui Cagli, Guttuso, Manzù, Saetti, Sassu, ecc.) da Fortunato Bellonzi a nome della Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma, dell’Assessorato alla Cultura di Roma e del Comitato Culturale dell'Anno Santo. L'opera "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?" (pastello su carta) è stampata nel catalogo curato da Fortunato Bellonzi e pubblicato da De Luca Editore, Roma: successivamente sarà acquisita dalla Collezione di Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani.

1976-1994
Tullio Vietri dopo gli anni della visibilità artistica e dell’ impegno organizzativo-culturale, vive le condizioni della marginalità: si esclude ed è escluso dal panorama artistico locale e nazionale. Tuttavia prosegue instancabilmente nella ricerca e nella produzione artistica, che pure rifiuta di esporre e far circolare salvo rare eccezioni. Per diversi anni continua a pubblicare articoli e immagini su «Il Resto del Carlino», «l’Unità», «Avanti», «Avvenire».

1976
Relaziona al convegno per il rinnovamento della "Mostra Nazionale di Suzzara" a Suzzara (Mantova). Fonda, insieme a Giovanni Gaibari e Otello Brocca, la "Cooperativa Operatori Arti Visive" (C.O.A.V) con sede a Bologna e respiro nazionale (ne sarà presidente anche Armando Pizzinato): finalità è riaffermare l’importanza del disegno a partire dall’incisione. Partecipa al “Symposium Intergrafik” a Berlino.

1978
Relaziona ai convegni "Produzione e Lavoro nel campo delle Arti Visive" presso il Palazzo della Provincia a La Spezia, e "Il Sindacato degli Artisti" presso il Palazzo della C.G.I.L. a Prato.

1980
Partecipa alla "Mostra Internazionale Intergrafik" di Berlino (in catalogo è pubblicata l'opera "Italiani") e poi per vari anni alla “Mostra dell’Umorismo e della Satira” a Gabrovo (Romania).

1982
Organizza (definendone il regolamento con criteri analoghi a quelli delle mostre della contestazione del ‘69-‘71) la Mostra Nazionale "Cooperazione e Società in crisi" su invito della Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori, allestita presso la Rocca Paolina a Perugia.

1983
Tiene una mostra personale-happening esponendo 59 opere pittoriche nel Salone delle esposizioni della Succursale Fiat di Bologna allora in via Mazzini.

1988
Fonda e dirige fino alla fine del 1999 la rivista semestrale "Critica Radicale, per una nuova cultura, per una nuova arte", semestrale autofinanziato pensato come spazio di libero confronto su questioni etiche, estetiche, storiche e culturali, che annovera tra i principali collaboratori Vittoria Corti di Firenze, Lucio Zinna di Palermo, Aleramo Hermet di e Paola Ratticogni di Milano.

1989
Per il bicentenario della Rivoluzione francese i pittori del Circolo Antonio Gramsci di Reggio Emilia, invitano Tullio Vietri a relazionare su: "1789: l'arte è stata rivoluzionaria nelle forme e nei contenuti, o soltanto celebrativa e funzionale ad un grande evento storico?"  

  1994
E’ invitato a “L’arte contemporanea a Bologna”, collettiva a Palazzo Re Enzo a Bologna organizzata per il Centenario della Camera del Lavoro. Nell’occasione la stessa Camera del Lavoro pubblica il volumetto “Tullio Vietri - Cronache Italiane dal 1948 al 1993”.

1995-2008
Vietri conosce un nuovo periodo di visibilità in Veneto e Friuli Venezia Giulia, dove la sua ultima produzione pittorica è presentata in diverse occasioni espositive.

1995
E' invitato dalla Pinacoteca Alberto Martini di Oderzo (Treviso) alla mostra collettiva"I Pittori Opitergini della Pinacoteca" dove espone le “Campagne Polesane”, 14 disegni a cera dei 20 che poi dona all'istituzione museale stessa.

1997
Si inaugura la "Galleria della Pittura Moderna e Contemporanea Opitergina" presso la Pinacoteca Alberto Martini in Palazzo Foscolo di Oderzo (Treviso) che espone anche opere grafiche e pittoriche di Tullio Vietri. La Pinacoteca Alberto Martini e il Comune di Oderzo organizzano la mostra antologica "Tullio Vietri, cronache italiane dal 1957 al 1997" dove sono esposte un centinaio di opere pittoriche, allestimento e catalogo sono curati da Roberto Costella. L'artista dona 143 opere al Comune opitergino che si impegna a costituire il Museo Vietri e gli conferisce la cittadinanza onoraria. "Critica Radicale", n.2 anno IX, pubblica l'articolo di Fulvio Villari "Mostra antologica dedicata a Tullio Vietri e istituzione del Museo Tullio Vietri nella sua città natale".

2002
Si inaugura il "Museo Tullio Vietri" presso la Biblioteca Civica di Oderzo (Treviso) che ospita le opere donate dall'artista al Comune opitergino (complessivamente163 dipinti, includendo anche quelli del 1995). L'allestimento, sviluppato su tre piani espositivi, è curato da Roberto Costella. Contemporaneamente viene presentata la monografia "Tullio Vietri. Opere 1960-1980 / 1980-1990 / 1990-1997" (3 volumi di 150-120-180 pagg.) di Roberto Costella, edizioni Centrostampa, Oderzo (TV) 2001. Arturo Benvenuti ne "Il Dialogo" di Oderzo e Angelo Bertani ne "Il Momento" di Pordenone pubblicano un esteso resoconto dell'avvenimento.

2003
Partecipazione alla XII rassegna di arte contemporanea friulana "Hicetnunc" con la mostra personale "Tullio Vietri. Biblia Pauperum" allestita nel Salone abbaziale di Santa Maria in Silvis di Sesto al Reghena (Pordenone), curata e presentata da Roberto Costella. Sono esposte circa sessanta opere, in gran parte realizzate per l'occasione. Tullio Vietri è presente e durante l' "Incontro con l'autore" risponde al pubblico sulla mostra e sulla sua pittura.

2007
In occasione del compimento dell'ottantesimo anno dell'artista, viene organizzata la personale "Tullio Vietri. Ut Pictura Poesis" nella Sala mostre dell'Antoniano di Bologna, curata e presentata dallo stesso autore e da Roberto Costella. Sono esposte 43 opere pittoriche eseguite nell'ultimo decennio.

2008-2016
 Impedito da gravi problemi di salute, Vietri deve rinunciare a studio e cavalletti e limitarsi a lettura e disegno, in biblioteca, tra le pareti domestiche fino a quando nel 2014 il progredire della malattia lo porterà – pur lucidissimo – a rinunciare ad ogni attività.

2010
Il poeta Gian Mario Villalta, contattato da Roberto Costella e Gianni Pignat, scrive il testo critico "Quel che resta del corpo" riferito alle Piazze d'Italia disegnate dall'artista. Pubblicazione di "E adesso dove, spogliato delle ombre, dove?" con quattro disegni di Tullio Vietri e una poesia di Gian Mario Villalta, curata da Roberto Costella e Gianni Pignat, edizioni Liberinto di Pordenone.

2012
Alla Biblioteca Civica di Pordenone, in occasione del festival letterario "Pordenone.legge", viene presentata la mostra personale "Sono, persone e non cose", con l'esposizione di cinquanta opere di cui venti accompagnate dall'interpretazione di venti poeti italiani scelti da Gian Mario Villalta. L'evento è curato da Ofelia Tassan Caser, Gianni Pignat e Roberto Costella. A mostra conclusa, le opere vengono donate alla biblioteca Civica di Pordenone. Al Museo del Duomo di Oderzo viene donato il dipinto “Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?" realizzato nel 1974.

2014
La biblioteca Statale Isontina di Gorizia ripropone la personale pordenonese "Sono, persone e non cose", cinquanta opere di cui venti interpretate da venti poeti. Intervento di Marco Menato e presentazione di Roberto Costella.

2015
Donazione al Museo Diocesano di Arte Sacra di Pordenone del disegno “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?" realizzato nel 1974

2016, 23 aprile
Tullio Vietri si spegne nella sua casa in Bologna. Le esequie in forma civile si svolgono il 27 aprile presso la cappella di famiglia in Oderzo.

2017- oggi
L’artista lascia un patrimonio artistico-culturale rilevante a testimonianza di un impegno artistico e culturale durato oltre mezzo secolo.

2017
Viene pubblicato il testamento di Tullio Vietri che dispone un legato a favore del Comune di Oderzo, avente per oggetto la sua vastissima produzione pittorica e grafica, i libri della sua biblioteca, l'archivio personale e quello di "Critica Radicale". Accettato il legato, Il Comune di Oderzo affida la catalogazione delle circa 3500 opere al prof. Roberto Costella, già Direttore della Pinacoteca Alberto Martini di Oderzo. La prospettiva è trasformare il Museo Tullio Vietri in centro di documentazione.  

2019
Il Comune di Oderzo e la Fondazione Oderzo Cultura gli dedicano la prima retrospettiva "Tullio Vietri, Cronache Italiane dal 1958 al 2008" nelle sale della Pinacoteca Alberto Martini dal 3 marzo al 2 giugno (prorogata al 16 giugno), allestimento e catalogo a cura di Roberto Costella. A Bologna una sua opera “Partigiani” del 1954 è presente nella collettiva "Resistenza - la voce dell'arte" a cura di Sandro Malossini, promossa dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna presso il Palazzo della Regione. Una sua opera, “Vetrina” del 1969, è pure presente alla collettiva “Un'idea di pittura a Bologna, dal 1950 al 1970" allestita a cura di Sandro Malossini e Francesco Finotti in Palazzo Garagnani, a Crespellano – Valsamoggia (Bologna). A seguito della donazione della famiglia all'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, l’opera " Lungo la strada" del 1965 (150 x 100 cm - tecnica mista acrilico tempera vernice) è esposta ne "La collezione d'arte dell'Assemblea Legislativa - nuove donazioni", collettiva a cura di Sandro Malossini, promossa dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna presso il Palazzo della Regione.

2019/2020
 L'atelier Tullio Vietri a Bologna, che oggi ospita la collezione privata della famiglia, nel 2019 entra a far parte dell'Associazione Nazionale Case della Memoria e dal 2020 è censito da PatER patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna.

2020
Un’ opera donata da Vietri nel 1985 viene esposta ne “La collezione nascosta. Opere dai depositi”, mostra temporanea a cura della Fondazione Giacomo Lercaro a Bologna.L’ opera “Paesaggio” del 1995 (tecnica mista su carta), donata dalla famiglia, entra a far parte della Collezione d’Arte del Comune di Monzuno che offre un’ ampia documentazione dell’arte contemporanea bolognese.

2021
  Il museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo, nel nuovo allestimento del Gabinetto delle Stampe, espone nella sezione “Presenze. L’immagine dell’uomo tra sogno e realtà” una linoleografia di Vietri facente parte della collezione (1961, prova di stampa).Due opere provenienti dalla Collezione del Comune di Marzabotto figurano nella collettiva “Resistenza: la memoria” a cura di Gloria Evangelisti e Sandro Malossini, promossa dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.Nelle giornate di Art City l'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna promuove presso il Palazzo della Regione la personale “Tullio Vietri, l’arte nell’informazione” a cura di Sandro Malossini.

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